Alleluia
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Petizione WiMAX Libero
Ebbene eccoci di nuovo qui. Un nuovo momento cruciale per la storia della comunicazione, quindi dell’informazione, quindi della cultura e dell’evoluzione del nostro Paese.
Uno di quei tanti momenti storici in cui c’è un’opportunità e si deve provare a coglierla. Chi si rende conto di questo tenta di far sentira la propria voce ma spesso chi trascina la baracca non è sufficientemente consapevole di quanto accade. Nulla di male non fosse che si tende ad ascoltare il portafogli piuttosto che la voce di chi è competente con il risultato che si finisce per affidare le sorti di questioni cruciali come l’Informazione nelle mani di chi farà cadere qualsiasi spinta innovativa nell’oblio e penserà solo a succhiare più sangue possibile.
Fortunatamente però negli ultimi anni proprio questi mezzi di comunicazione danno a chi vuole un megafono un po’ più forte di quello tradizionale per poter far sentire le proprie ragioni. Allora ecco che ancora una volta sfruttando le possibilità di oggi si tenta di mantenere
Venendo al punto, in questo periodo il tema caldo è il bando delle licenze WiMAX che è, brevemente, una nuova tecnologia di comunicazione che permette di avere connessioni wireless su larga scala e a banda larga. Insomma, come avere la linea DSL o la fibra, però senza fili.
La petizione si firma qui e sono spiegate le motivazioni in maniera esaustiva. un altro interessante approfondimento si può trovare sul solito Punto Informatico in cui parlano il promotore originale della petizione, Andrea Rodriguez, e Paolino Madotto, responsabile nazionale Innovazione dei DS, di cui cito un passaggio:
A livello personale sono d’accordo sull’impianto fondamentale dell’open spectrum, condivido la petizione e l’ho sottoscritta. È un modello che ha la sua validità non solo per il non profit; la Comunità Europea parla chiaro. Il dibattito intorno al tema dell’Open Spectrum non è più chiuso tra un gruppo di hacker, è un tema che le autorità regolatorie in molti paesi stanno per avviare o hanno avviato.
Le firme a oggi sono 90000, in una settimana. Un’ottima occasione per dare una mano sostanziale a qualcuno che lotta *davvero* per le libertà.
WiMax: battaglia?
Le perplessità che ho espresso qualche giorno fa sono naturalmente condivise da altri e dopo le feste è diventato l’argomento più caldo.
Una breve introduzione: WiMAX è un nuovo standard di comunicazione senza fili, wireless appunto, che consente di ottenere connessioni a banda larga. Questo significa permettere a un numero maggiore di persone di accedere alla rete allo stesso modo in cui oggi possono fare i “pochi” privilegiati che vivono in zone servite da un servizio adeguato. La speranza, più che concreta dal punto di vista tecnico, è quella di risolvere quasi completamente il problema del Digital Divide. Gli ostacoli sono tutti di natura politica o economica. Questione di soldi, al solito. Di molti soldi
In Italia, oltre ad essere arrivati tardi (negli altri paesi europei ci sono già offerte commerciali, qui da noi l’asta si terrà nel giugno 2007), ci apprestiamo a un’asta tra i soliti big della telefonia e delle comunicazioni. Questi soliti noti si spartiranno la torta facendo poi ricadere gli enormi costi di una simile operazione sugli utenti che pagheranno molto salati dei servizi che, in un differente contesto potrebbero forse essere più a buon mercato e sinceramente ai grossi operatori italiani il beneficio del dubbio non si può più concedere.
Il contesto differente proposto da qualcuno è quello di liberalizzare le licenze regolamentando l’utilizzo delle frequenze sulle stesse aree in modo da dare una normativa chiara nel caso in cui due o più operatori decidessero di servire la stessa zona geografica. Altri suggeriscono di seguire l’esempio della Francia di distribuire ben 44 licenze a livello regionale, cosa che è avvenuta nel luglio scorso e ora in Francia ci sono già offerte commerciali. A ben vedere, questo è il modo in cui si è diffusa commercialmente Internet ai suoi primordi: negli anni novanta la maggior parte degli utenti aveva un abbondamento presso un provider locale ed è stato solo a ridosso del 2000 che i grossi operatori di allora sono emersi e si sono imposti portandoci alla situazione odierna dove le alternative sono in realtà pochissime tutte molto care e tutte con poca tendenza a una reale spinta innovativa (chi ha detto oligarchia?!?).
Non mi dilungo oltre in dettagli, altri ne stanno parlando. Quello del WiMAX può sembrare ai più un problema da poco, a molti forse una cosa per soli tecnici, da fissati della tecnologia.
La realtà è che l’utilizzo della rete così come la libertà del software sono nodi chiave per l’evoluzione della Società in questo periodo storico. Sono queste le grandi battaglie per la Libertà che si stanno combattendo oggi e come al solito solo pochi ne sono consapevoli ma nei decenni a venire quello che si decide adesso, quello per cui avremo o non avremo combattutto oggi farà la differenza su quanto alto sarà il prezzo da pagare per godere di certi “privilegi” e credo fermamente che non sia possibile prescindere dal fornire a un sempre crescente numero di persone la consapevolezza di quello sta succedendo, di quello che è la società in cui si vive e la direzione in cui si sta andando e per ottenere questo l’intero modello di informazione e di comunicazione deve superare i limiti su cui sta collassando quello del ventesimo secolo.
Non è però sempre scontata l’evoluzione, basta rilassarsi per troppo tempo ed ecco che arriva lo scivolone. Non è per niente scontato che in questa o nelle successive occasioni si prenderà la direzione giusta anzi, per come stanno le cose adesso, con ogni probabilità si prenderà quella sbagliata. Per ora iniziamo a fare un po’ di rumore.
WiMAX: nuovi obiettivi
by ildella on December 28, 2006
in IT e Sviluppo
Finalmente pare che si sia raggiunto un accordo e che da giugno avremo le prime licenze per operatori WiMAX. Non sono riuscito a trovare informazioni sui dettagli dell’accordo: le ultime notizie parlavano di una richiesta di 400 milioni di euro da parte del Ministero della Difesa, cifra esorbitante anche se paragonata con le più salate riciheste in giro per l’Europa (150 milioni). Non è nemmeno chiaro per ora se saranno distribuite poche licenze ai soli grossi operatori su scala nazionale o se sarà seguito l’esempio di altri paesi europei che affidano licenze a livello regionale, modello che sembra essere più adatto alle caratteristiche di WiMAX.
A ogni modo oggi tutti riportano questa notizia e ci apprestiamo quindi a entrare in una nuova fase dell’era della connettività e nuove strade si apriranno. E’ ora di rimettersi al lavoro.